“Libere di Volare”, lo spettacolo teatrale e la web-serie. Due linguaggi differenti per raccontare il diritto all’istruzione

Tutto pronto per lo spettacolo teatrale conclusivo di Progetto Mandela frutto di mesi di lavoro per i ragazzi e le ragazze del laboratorio di recitazione, drammaturgia, costumi e scenografia. Lo spettacolo andrà in scena domani e dopodomani, 26 aprile e 27 aprile, alle ore 21.00 presso il Teatro Secci di Terni mentre la rappresentazione mattutina per le scuole soltanto il 27 aprile.

Quest’anno la tematica affrontata è il diritto all’educazione e all’istruzione delle bambine e delle ragazze del mondo, problema globale che coinvolge tutto lo sviluppo delle comunità.

“Libere di volare”, questo il nome della rappresentazione, raccoglie le testimonianze relative a bambine e ragazze appartenenti a paesi diversi, una sorta di giro del mondo alla scoperta di storie che raccontano la violazione di questo fondamentale diritto ma anche la lotta per realizzare il sogno di un’istruzione adeguata che permetta alle donne di scegliere il loro futuro.
Al centro dello spettacolo c’è la figura di Malala, attivista pakistana insignita dal premio Nobel per la Pace 2014, che non tanto come protagonista quanto come “spirito guida” aleggia costantemente incarnandosi metaforicamente di volta in volta in differenti personaggi che hanno combattuto o fatto qualcosa di importante per la propria comunità e per questi diritti.

“Il diritto allo studio” ricorda infatti Elisa Gabrielli, coordinatrice insieme a Luisa Contessa del laboratorio di recitazione, “non è da intendersi soltanto come possibilità di frequentare la scuola ma anche come libertà di scelta nel coltivare le proprie passioni e perciò libertà di autodeterminarsi e intraprendere la propria strada”.

Se il teatro permette di viaggiare con la fantasia e con pochissimi strumenti o oggetti scenici può catapultarci ovunque nel mondo, il cinema non può fare altrettanto. Per questo la web-serie, novità di quest’anno del Progetto (ancora in fase di riprese), pur occupandosi della stessa tematica lo fa spostando l’attenzione su situazioni più vicine e a noi familiari; la storia è infatti ambientata a Terni tra ragazze e ragazzi tra i 16 e i 18 anni che in una giornata trascorsa insieme si trovano a conoscere e a confrontarsi con le cause che possono ostacolare il percorso di studi di alcune di loro e impedire la realizzazione delle loro aspirazioni e dei loro sogni.

“Libere di volare” dunque è uno spettacolo teatrale ma anche una web-serie, due mondi e due storie parallele che affrontano la stessa tematica con linguaggi diversi ma finiscono per intrecciarsi attraverso il personaggio di Lia. Nella serie, Lia è una ragazza che vuole smettere di studiare e per una serie di eventi finisce per conoscere la storia di Malala che forse le farà cambiare idea. Nella rappresentazione teatrale invece Lia compare come elemento occidentale: una ragazza che grazie a una ricerca online viene a conoscenza delle violazioni dei diritti delle donne e delle bambine in altri paesi del mondo e attraverso questa scoperta si pone delle domande e prende consapevolezza. In entrambi i casi si tratta di un primo passo verso il cambiamento.

Foto a cura del laboratorio di comunicazione

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